La Regione Toscana stravolge il contenuto della “vita indipendente”

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protesta disabili per la vita indipendente

Questo è il testo del volantino distribuito nei giorni 15 16 settembre 2016 all’ingresso delle Conferenze regionale e nazionale sulla disabilità in corso a Firenze.

È possibile scaricare il file del volantino posto in fondo a questo articolo.

 

La Regione Toscana stravolge il contenuto della “vita indipendente”

Il punto chiave della vita indipendente è che a decidere in materia devono essere i disabili che la fanno.  Invece, agli incontri sulla vita indipendente, la Regione Toscana invita questi ultimi solo all’ultimo momento, rendendo impossibile – con questo e in altri modi – in concreto l’effettiva partecipazione dei veri disabili gravi. E dimostrando così una forza che si fonda solo sull’arroganza.
La vita indipendente è dare i soldi ai singoli disabili gravi, in modo che siano loro a decidere della propria vita come tutti. Non è dare i soldi alle cooperative e alle associazioni creando così nuovi centri di potere.
Vita indipendente è vivere come gli altri, cioè nelle stesse condizioni di libertà secondo i principi degli articoli 2 e 3 della Costituzione. Quindi, vita indipendente non deve significare che – attraverso le “fondazioni di partecipazione” – la Regione Toscana si appropri di ciò che i genitori ci lasciano dopo aver fatto enormi sacrifici.
La Convenzione Onu sui disabili è molto chiara sul fatto di vivere come gli altri. In Italia, quasi tutte le persone vivono in normali appartamenti con il proprio partner o da soli. Quindi, vita indipendente non è “co-housing” né nuove strutture residenziali.
Per la vita indipendente, solo il singolo disabile può decidere quali assi-stenti vanno bene per lui, o lei, e come istruirli. Quindi, ammettere solo gli assistenti personali accreditati dalla Regione è uno dei modi per tra-sformare la vita indipendente in una prigione.
L’assistenza personale autogestita costituisce il prerequisito essenziale della vita indipendente, ma il modo in cui la Regione Toscana ci costringe a gestirla è drammatico. Nonostante ciò, la Regione Toscana fa di tutto per impedire di fatto ai disabili gravi che hanno questo enorme problema di discuterne con essa in modo costruttivo.
La vita indipendente è un diritto fondamentale e inviolabile. Un altro sistema che la Regione Toscana utilizza per distruggerla è trattare i singoli disabili gravi in enorme difficoltà con un fiscalismo che forse la guardia di finanza usa nei confronti delle imprese commerciali.
La Regione Toscana utilizza il termine “vita indipendente” per rinchiuderci in istituti di nuovo tipo.
Come nei tempi andati – e a dispetto di tutta la retorica sul “nuovo” –, le istituzioni non badano a spese per recluderci, mentre lesinano le risorse per garantire in concreto la nostra libertà. Col risultato di far guadagnare chi gestisce le case-famiglia e far morire i disabili gravi prima di quanto accadrebbe facendo loro vivere una vita piena come tutti nella società.

Pertanto, si richiede che:

  1. si stanzino più fondi per la vita indipendente, prendendo le risorse dall’evasione fiscale e dalle “grandi opere”, e non dai patrimoni delle famiglie dei disabili che sono già molto penalizzate;
  2. il Consiglio regionale della Toscana approvi la proposta di legge sulla vita indipendente da noi elaborata.

Associazione Vita Indipendente ONLUS
Associazione Toscana Paraplegici ONLUS
Associazione Habilia ONLUS
Associazione Vita Indipendente Bassa Val di Cecina ONLUS
Associazione Paraplegici Aretini ONLUS
Centro Studi e Documentazione sull’Handicap – Pistoia
Associazione Paraplegici Siena ONLUS
Associazione Paraplegici Livorno ONLUS



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