Discriminazione al cinema: vietato l’ingresso a disabile “per questioni di sicurezza”

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ragazza disabile al cinema

Condividiamo con piacere una lettera inviataci da alcuni ragazzi per raccontare un grave episodio di discriminazione a danno di alcuni ragazzi disabili.


Gent.ma Dott.ssa Cappellini, vorremo segnalarle che in data 23/12/18, alcuni amici (2 ragazze e 3 ragazzi in carrozzina) si sono recati all’UCI Cinemas di via del Cavallaccio (FI) per vedere il film “7 uomini a mollo”, che tratta il tema della disabilità perché la protagonista è a sua volta una ragazza in carrozzina. Il paradosso è che ad uno dei tre ragazzi è stato vietato l’ingresso perché “per questioni di sicurezza” il numero massimo di disabili nella sala assegnata a questa proiezione può essere di solo 2 persone. A quel punto nessuno di noi è voluto più entrare.

Ma ripercorriamo l’accaduto dall’inizio. Arriviamo con mezz’ora di anticipo, ci mettiamo in fila e raggiungiamo la biglietteria, dove il cassiere ci informa che in quella sala non possono entrare più di 2 persone in carrozzina (che sembra già assurdo di per sé, a maggior ragione alla luce del film in proiezione!!!), aggiunge anche che: “se uno di voi tre può camminare un po’ e si può alzare per mettersi seduto sulla poltroncina forse si potrebbe anche fare…altrimenti no”(cit.).

Credo sia comprensibile e forse superfluo aggiungere che per chi NON PUO’ camminare (e si sente vietare perfino l’ingresso in una sala cinematografica) certe uscite non sono affatto piacevoli; ammettiamo dunque che l’abbia detto in buon fede per appellarsi all’altra “regola” che prevede l’eventuale ingresso nella sala di altri due potenziali clienti disabili parzialmente deambulanti. Da un punto di vista della “sicurezza” vorremo capire il senso di tutto ciò, dato che una persona che deambula a fatica e viene posizionata al lato estremo della fila diviene un possibile ostacolo in caso di emergenza e di evacuazione, molto più che avere tre carrozzine al margine.

Di fronte alle nostre rimostranze il signore chiama una responsabile, che inizialmente ripete la stessa storia cioè che se uno dei ragazzi in carrozzina potesse fare dei passi il problema sarebbe risolto (e credo che ognuno dei tre pagherebbe perché questo possa accadere!!!). Noi insistiamo e nella massima onestà continuiamo a dichiarare che questo non è possibile, allora lei si assenta un momento per parlare con altri colleghi o forse con i suoi superiori e torna dopo un bel po’ (in orario di inizio di proiezione del film). A quel punto diventa lapidaria e ci dice che 3 persone in carrozzina in quella sala non possono entrare e che volendo può mandarci nella sala grande a vedere “Mary Poppins”, dove 3 è il numero ammesso. Evitiamo qualsiasi altro commento che potrebbe a questo punto diventare sarcastico. Non ci dimentichiamo che tutto questo accade di fronte alle numerose persone presenti in coda alle casse, come da tradizione nel periodo natalizio. Non hanno voluto sentire ragioni neppure di fronte alla nostra disponibilità di firmare un qualsiasi tipo di liberatoria, nel tentativo di assumerci qualsiasi responsabilità in caso di emergenza. Oltretutto sul sito di UCI Cinemas non si da alcuna informazione riguardo a tale limitazione (o almeno non chiaramente, perché abbiamo cercato e ricercato senza successo), sul tema “disabilità” fanno cenno solo alle tariffe dei biglietti.

Quindi una piacevole serata tra amici si trasforma in un accaduto sgradevole e discriminatorio, senza aggiungere nessun altro commento sullo stato d’animo di questi ragazzi che devono subire per l’ennesima volta nella loro vita un rifiuto e una pubblica umiliazione, tra gli sguardi compassionevoli dei passanti. Non raccontiamo neppure le difficoltà alle quali una persona disabile deve far fronte quotidianamente, anche solo ad uscire di casa. Se poi decide di farlo, tra l’altro per andare in un luogo “ricreativo” dove dovrebbe avere accesso tutta la “comunità”, viene addirittura rispedita al mittente! Cerchiamo di lasciare da parte la rabbia e il malcontento, cerchiamo forse anche di comprendere le ragioni di “sicurezza” addotte dal gestore, ma il vero punto critico è che non esiste che nel 2018 nelle sale cinematografiche a fronte di centinaia di posti previsti per persone “deambulanti o normodotate”, in proporzione i posti riservati ai disabili siano 2 o 3 soltanto. Per non parlare del fatto che proiettando un film “sul tema” si può anche prevedere che questo richiami un maggior interesse e dunque maggior partecipazione. Chiediamo dunque delle leggi che possano essere più inclusive e che obblighino i gestori ad un ampliamento dei posti minimi disponibili per le persone disabili non deambulanti, dato che per fortuna le soluzioni possibili sarebbero anche di semplice realizzazione, come già accade in altri Paesi Europei e negli Stati Uniti. Non potremo mai parlare di “avanguardia sociale” se non iniziamo a diventare un paese “civile” partendo da queste piccole ma fondamentali modifiche. La ringraziamo per l’attenzione e con la speranza che vengano presi al più presto dei provvedimenti la salutiamo cordialmente,

Silvia Tacconi
Irene Moschi
Lorenzo Bini
Lorenzo Degl’Innocenti
Lorenzo Pellegrini


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