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Nell’ambito del 38° Festival Internazionale di Cinema e Donne, Firenze – Teatro della Compagnia,

l’Associazione Toscana Paraplegici Onlus e Medicina Democratica Onlus  presentano

una finestra sulle lotte di Gabriella Bertini,  donna, poetessa, paraplegica, compagna

Martedì 8 novembre 2016, ore 16.00

Via Cavour 50r, Firenze

Proiezione del filmato “Gabriella Bertini e le sue lotte”

a cura dell’Associazione Toscana Paraplegici Onlus

Presentazione del libro

“E’ tempo di travasare i sogni.

 Dall’Unità spinale a Casa Gabriella e altre lotte”

scritto da Giulia Malavasi, Donato Santandrea, Fanny Di Cara,

che saranno presenti.

 

Forte della mia razza              donna

Sicura della mia fede              comunista

Fiera della mia diversità         seduta

 

Gabriella Bertini “Io chi. Sentenze poetiche”

Questo è il testo del volantino distribuito nei giorni 15 16 settembre 2016 all’ingresso delle Conferenze regionale e nazionale sulla disabilità in corso a Firenze.

È possibile scaricare il file del volantino posto in fondo a questo articolo.

 

La Regione Toscana stravolge il contenuto della “vita indipendente”

Il punto chiave della vita indipendente è che a decidere in materia devono essere i disabili che la fanno.  Invece, agli incontri sulla vita indipendente, la Regione Toscana invita questi ultimi solo all’ultimo momento, rendendo impossibile – con questo e in altri modi – in concreto l’effettiva partecipazione dei veri disabili gravi.    E dimostrando così una forza che si fonda solo sull’arroganza.
La vita indipendente è dare i soldi ai singoli disabili gravi, in modo che siano loro a decidere della propria vita come tutti.    Non è dare i soldi alle cooperative e alle associazioni creando così nuovi centri di potere.
Vita indipendente è vivere come gli altri, cioè nelle stesse condizioni di libertà secondo i principi degli articoli 2 e 3 della Costituzione.    Quindi, vita indipendente non deve significare che – attraverso le “fondazioni di partecipazione” – la Regione Toscana si appropri di ciò che i genitori ci lasciano dopo aver fatto enormi sacrifici.
La Convenzione Onu sui disabili è molto chiara sul fatto di vivere come gli altri.    In Italia, quasi tutte le persone vivono in normali appartamenti con il proprio partner o da soli.    Quindi, vita indipendente non è “co-housing” né nuove strutture residenziali.
Per la vita indipendente, solo il singolo disabile può decidere quali assi-stenti vanno bene per lui, o lei, e come istruirli.    Quindi, ammettere solo gli assistenti personali accreditati dalla Regione è uno dei modi per tra-sformare la vita indipendente in una prigione.
L’assistenza personale autogestita costituisce il prerequisito essenziale della vita indipendente, ma il modo in cui la Regione Toscana ci costringe a gestirla è drammatico.   Nonostante ciò, la Regione Toscana fa di tutto per impedire di fatto ai disabili gravi che hanno questo enorme problema di discuterne con essa in modo costruttivo.
La vita indipendente è un diritto fondamentale e inviolabile.    Un altro sistema che la Regione Toscana utilizza per distruggerla è trattare i sin-goli disabili gravi in enorme difficoltà con un fiscalismo che forse la guardia di finanza usa nei confronti delle imprese commerciali.
La Regione Toscana utilizza il termine “vita indipendente” per rinchiu-derci in istituti di nuovo tipo.
Come nei tempi andati – e a dispetto di tutta la retorica sul “nuovo” –, le istituzioni non badano a spese per recluderci, mentre lesinano le risorse per garantire in concreto la nostra libertà.   Col risultato di far guadagnare chi gestisce le case-famiglia e far morire i disabili gravi prima di quanto accadrebbe facendo loro vivere una vita piena come tutti nella società.

Pertanto, si richiede che:
1.si stanzino più fondi per la vita indipendente, prendendo le risorse dall’evasione fiscale e dalle “grandi opere”, e non dai patrimoni delle famiglie dei disabili che sono già molto penalizzate;
2.il Consiglio regionale della Toscana approvi la proposta di legge sulla vita indipendente da noi elaborata.
Associazione Vita Indipendente ONLUS

Associazione Toscana Paraplegici ONLUS

Habilia ONLUS

Associazione Vita Indipendente Bassa Val di Cecina ONLUS

Associazione Paraplegici Aretini ONLUS

Centro Studi e Documentazione sull’Handicap  –   Pistoia

Associazione Paraplegici Siena ONLUS

Associazione Paraplegici Livorno ONLUS

Scarica il volantino

In merito a quanto riportato negli articoli pubblicati a questi link:

http://www.gonews.it/2016/09/16/firenze-convegno-sulla-disabilita-contestazione-di-vita-indipendente-in-plenaria/

http://www.superando.it/2016/09/19/costruttivi-e-responsabili-solo-cosi-si-ottengono-risultati/

http://m.huffpost.com/it/entry/12080954

si fa presente quanto segue.

  Per i disabili gravi, “vita indipendente” significa possibilità di esercitare in concreto le libertà inviolabili che la Costituzione garantisce a tutti i cittadini e non possono essere oggetto di mediazione da parte di leaders delle associazioni.  E tutti gli esperti riconoscono che la “vita indipendente” è il tema portante della Convenzione ONU sui disabili.

  Tant’è vero che, nel suo messaggio alla conferenza nazionale (http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Comunicato&key=2067), il Presidente della Repubblica come primo punto ha affermato: “La vita indipendente di ogni cittadino è infatti il presupposto dell’inclusione sociale e del pieno esercizio dei suoi diritti”.  Nonostante ciò, gli organizzatori della conferenza hanno imposto di non parlare della vita indipendente nella sessione plenaria.  E nella sessione dedicata a questo è stato tentato di tutto per far parlare i disabili solo dopo le ore 18, quando ormai non c’è più quasi nessuno, quasi da non credere.  Quindi, non abbiamo interrotto proprio nulla.  Viceversa, la nostra protesta è stata l’unico modo possibile per ottenere che chi dirigeva agisse in maniera corretta.

  Tale protesta ha visto la partecipazione anche di persone disabili provenienti da altre regioni d’Italia e socie di Enil Italia, che hanno anche dato voce a quei molti disabili gravi che non potevano essere presenti tra l’altro anche per mancanza di assistenza personale.

  Nel volantino distribuito all’ingresso delle conferenze – sottoscritto da otto associazioni, e non da una sola –, non era affatto scritto che le risorse per la vita indipendente vadano trovate a discapito di altre forme di assistenza per i disabili.  Quindi, non siamo certo noi a contrapporci ad altri disabili gravi.  E chi scatena tale contrapposizione lo scrive solo per essere nelle grazie di chi governa.

  Le nostre associazioni non si sono mai arrogate il diritto di rappresentare tutto il mondo della disabilità.  Il fatto è che quel poco che i disabili gravi hanno sulla vita indipendente, ma anche su altre cose, è stato sempre frutto di lotte e proteste portate avanti dai disabili gravi in prima persona.

  In un regime democratico, le conferenze sulla disabilità sarebbero state occasione di ascolto da parte delle istituzioni dei problemi e delle esigenze dei cittadini disabili.  Invece, le conferenze di Firenze sono state organizzate in modo tale che ci fossero pochissimi disabili. Insomma come se una conferenza sulle donne fosse fatta quasi solo da uomini!!!   Ovvero, noi disabili veniamo considerati inferiori proprio alla Conferenza sulla disabilità.

  L’accusa di “egoismo” e “corporativismo” nei nostri confronti non sta proprio in piedi.  Infatti, rivendichiamo “per tutti i disabili gravi” il diritto alla vita indipendente, come dimostra la nostra proposta di legge regionale.  Terribile è che in Italia migliaia di disabili gravi sono alla disperazione perché ancora non percepiscono neppure il misero contributo per la vita indipendente.  Quanto al “corporativismo”, da oltre 30 anni questa accusa viene lanciata a tutti i gruppi e le organizzazioni che esprimono il radicale dissenso dai troppo frequenti compromessi al ribasso che le grosse organizzazioni concludono col Governo.

  Tornando all’argomento dell’insufficienza del finanziamento per l’assistenza personale per la vita indipendente, lascia interdetti che l’onorevole Argentin scriva “I 10 facinorosi che venivano da un’associazione della Toscana rivendicavano più fondi sull’assistenza per la “vita indipendente” cioè più soldi per gestire e pagare autonomamente i loro badanti”. Sul termine “facinorosi”, riteniamo inutile replicare.  L’utilizzo del termine “badanti”, invece di “assistenti personali”, denota che l’onorevole Argentin interviene sulla vita indipendente senza saperne nulla; e offende tutti gli assistenti personali e i disabili che tutti i giorni si impegnano tantissimo per la piena inclusione sociale.

  Nella conferenza di Firenze, negandoci spudoratamente la possibilità di parlare nei momenti cruciali, il Governo creava dei muri fra noi e la Repubblica tradendo la Costituzione, la Convenzione Onu sui disabili e molto altro.  Con la nostra pretesa di essere ascoltati come protagonisti della Conferenza sulla disabilità abbiamo chiesto ponti fra noi e la Repubblica.  E abbiamo imposto ai potenti di ascoltare coloro che vengono trattati da ultimi.

Scarica il volantino

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